Gen
11

UN PERSONAGGIO DIMENTICATO

Un alpinista, considerato fra i maggiori del mondo, a una precisa domanda sulle vicende alpinistiche di Severino Casara, rispose seccato che lui si occupa solo di grandi uomini e non di “mezze figure”. Di fronte alla maestà e alla signorilità di una simile dichiarazione non possiamo che prendere atto e giudicare la battuta come un ennesimo gesto di impudente egocentrismo.
La “mezza figura” di cui vogliamo parlare è proprio lui, Severino Casara, nato a Vicenza il 26 aprile 1903.
La sua è una famiglia numerosa: padre, madre e otto figli, quattro maschi e quattro femmine, dentro un ambiente sereno e religioso, nel quale trova posto la carità ai deboli e agli emarginati. (more…)

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Dic
22

PREMIO “ALPINI SEMPRE”

Dico quanto segue non per cercare inutili aspersioni di incenso, ma perché penso sinceramente di fare cosa gradita a coloro che hanno letto il libro La valanga di Selvapiana, che hanno espresso il proprio apprezzamento e che seguono i miei scritti anche attraverso questo blog.
La valanga, dunque, ha recentemente avuto un altro riconoscimento: il Premio Nazionale di narrativa “Alpini sempre”, VII edizione, promosso dal gruppo Alpini di Ponzone, Sezione di Acqui Terme.
A consegnare il premio, in una cornice di festa alpina di grande coinvolgimento, sono stati il Presidente Nazionale dell’ANA Corrado Perona e il giornalista televisivo Franco Piccinelli Presidente della Giuria (composta, oltre che da Piccinelli, da Sergio Arditi, Bruno Chiodo, Giuseppe Corrado, Andrea Mignone, Carlo Prosperi, Roberto Vela, Arturo Vercellino). (more…)

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Dic
06

ANTONIO BERTI: DALLA MONTAGNA ALLA POESIA E RITORNO

Il 5 dicembre scorso si è tenuto a Padova il Convegno “Antonio Berti, ieri e oggi”. Ecco la mia relazione.
Dino Buzzati, in uno scritto apparso sul volume dedicato ai cento anni del Cai scriveva: “Quante volte ho consumato le serate sulla guida del Berti fino a tarda ora, scalando con la fantasia decine e decine delle più celebri crode … La prosa del Berti riusciva anche nelle descrizioni tecniche a far vivere le cime come personaggi delle favole, mi trasportava su per le celebri e temute pareti, e l’illusione in certi momenti era tale che per paura di quegli abissi spaventosi mi veniva meno il fiato. Il castellano dei monti era un grande poeta, ma non lo sapeva”.
Io non ho conosciuto fisicamente Antonio Berti, non l’ho neppure mai visto, ciononostante è stata una di quelle figure “seminatrici di passione” che hanno maggiormente contribuito a forgiare la mia vita alpinistica, […]

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Nov
19

I LEGAR

Su un poggio panoramico come pochi si adagia Casamazzàgno di Comélico, dominato dalla cinquecentesca chiesetta di San Leonardo. Di fronte troneggia, severo e selvaggio, il gruppo del Popèra, ultima dolomia a oriente. In questo paradiso nascono, crescono e si maturano “I Legar”, gli allegri, un gruppo folcloristico che quest’anno festeggia i 25 anni di attività, nato per mantenere in vita una secolare tradizione valligiana: quella del ballo, del folclore vivo e genuino, antico quanto basta da perdersi nei tempi.
Una magistrale invenzione degli avi, quella del ballo, e il Comélico è una arena ideale per contenere e sviluppare un tale rito; pare che le quinte dei monti e dei boschi siano fatti apposta per creare una acustica unica e privilegiata, dove le note si infrangono sulle rocce che hanno visto le gesta degli Alpini durante la prima guerra mondiale. Una leggenda che sostiene e racconta un’altra leggenda. Una valle che, pur […]

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Nov
04

IL PASSO DEL MULO

È un toponimo “inventato” lì per lì il 2 agosto 1915.
Un conducente di mulo sale lentamente la costa erbosa diretto alla Forcella Rìghile (v. disegno), allora chiamata Forcella Houbolt, nel Gruppo del Rinaldo (Comélico-Sappàda).
Fischietta, è calmo lui, è calmo l’ambiente, è calmo il mulo che lo segue mansueto. Non ci sono Austriaci intorno, sono sull’altro versante; qui la zona è sicura, protetta. Lassù sulla cresta i suoi commilitoni aspettano viveri freschi e una marmitta per cucinarli. L’animale, docile e paziente, porta in groppa un bel po’ di vettovaglie destinate ai fanti che “dovrebbero” difendere l’importante valico che separa la conca di Sappàda dalla Val Visdende e dal Peralba. È la prima linea italiana, questa. Oltre la valle, sulla Cresta di Confine, c’è quella austriaca. In mezzo, apparentemente tranquilla, si stende la fantastica conca alpina che è un grido di gioia tant’è bella e romantica. In seguito un fantasioso realista la […]

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Ott
06

VANDALI NEL SANTUARIO!

Parliamo del Bivacco “ai Mascabroni di Cima Undici” in Popèra per ricordare le gesta di ieri e la vigliaccata di oggi. Un bivacco che ho sempre considerato il più bello delle Dolomiti per la sua storia e la sua posizione a quasi 3000 metri.
Il plotone della 75ª compagnia alpini, comandata fino al dicembre 1915 dal Tenente De Zolt e poi dal Tenente Antoniutti, rimane a svernare sul cupolone della Cresta Zsigmondy. L’ordine era giunto direttamente dal Generale Fabbri che già meditava di compiere l’occupazione del Passo della Sentinella durante l’inverno.
Di fronte alla Cresta stanno i giganti che dominano il Passo della Sentinella: “la Undici” e “la Rossa”, come venivano familiarmente chiamati.
Restare qui nella stagione delle nevi poteva sembrare una follia, invece fu tattica raffinata, profondamente logica e saggia; chi conosce la zona sa che la traversata dalla Punta Sud alla Punta Nord di Cima Undici è più facile da compiersi […]

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Set
24

“IL CAI: UNA MONTAGNA DI FATTI” L’audio dell’intervento al Palazzo dei Gruppi della Camera

La registrazione audio integrale dell’intervento del Direttore del Club Alpino Italiano Paola Peila durante l’incontro organizzato lo scorso 1 luglio 2009 dal Gruppo Amici della Montagna del Parlamento Italiano (GAM), tenutosi presso la Sala Berlinguer del Palazzo dei Gruppi della Camera dei Deputati: una traduzione dettagliata con numeri e dati concreti di tutto ciò di cui il CAI si occupa e della sua capillare organizzazione sul territorio… una vera e propria “montagna di fatti” concreti!
Ascolta l’intervento (8,8Mb, 19′12″) >  

Download www.mountainblog.it/audio/Peila_GAM.mp3

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Tags: gestione, comunicazione

Ago
28

IL PONTE DEI MIRACOLI

Poco a nord di Lozzo di Cadore, fra il bosco e il Piave, sorge la graziosa chiesetta della Beata Vergine di Loreto. In essa sono appese in bella mostra alcune icone «per grazia ricevuta» a testimonianza di fede, devozione e gratitudine per la Vergine generosa.
Il ponte in muratura che ora, non molto lontano dalla cappella, con­giunge la destra con la sinistra Piave e quindi Lozzo con i villaggi alpestri di Vigo, Pelos, Laggio e Lorenzago, era stato costruito interamente in legno ed era l’unico passaggio della zona. Su questo ponte transitò, una chiara mattina d’estate di chissà quando, due tre secoli fa, un notaro di Lozzo diretto ai paesi dell’Oltrepiave per esplicare i suoi doveri professionali.
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Lug
30

LA SMORTINA

Tutto era ordinato e pronto: l’abito nuziale bianchissimo e finemente lavorato a mano era appeso in fondo alla stanza; i crostoli, croccanti e sapori­ti, stavano nella grande cesta di vimini; le bottiglie di buon vino giunte dalla pianura erano al fresco nella cantina; i regali stavano allineati in bella mostra sul pa­vimento d’abete…
La fanciulla raggiante guardava dalla finestra la bella chiesetta alpina, oltre il vicolo, al di là del torrente. Nella stessa direzione vedeva anche la sua casa di domani dove l’aspettavano sereni e felici anni di amore e di lavoro in compagnia del suo uomo.
La vigilia delle nozze era trascorsa veloce nel frenetico lavorio che pre­cede ogni evento di questo genere… Non restava che una notte, una unica notte da passare insonne nella tiepida camera foderata di legno e dipinta con i vivaci colori della tradizione. Sola, rimescolando e pescando nel passato le ore più o meno liete trascorse […]

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Lug
15

GLI STRAPIOMBI NORD

Il 3 settembre 1925 Severino Casara dichiarò di aver effettuato da solo la prima salita degli Strapiombi Nord del Campanile di Val Montanaia. Sul momento non ci furono contestazioni, ma con il tempo queste vennero a galla con una intensità e con una “cattiveria” veramente eccezionali. Accadde particolarmente dopo la pubblicazione della famosa guida delle Dolomiti Orientali di Antonio Berti, uscita nel 1928. “L’arte di Annibale Caffi ha poi dato vita a queste rudi pagine” scrive Berti nella presentazione. Sarà proprio uno schizzo di questo ottimo e incolpevole disegnatore a dare il via alla “danza macabra” del venticello calunniatore. Lo si vede a pagina 716 del rarissimo volumetto. Un “volumetto” di 902 pagine stampate fitte fitte su una favolosa “carta riso”.
La via era segnata in modo errato. Alcuni “grandi” di allora tentarono di ripetere il passaggio, ma non ci riuscirono. “Seguendo l’itinerario com’è sulla guida, non si passa”, sentenziarono. Come […]

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